Quali paesi sono meglio preparati per la 'fine del mondo'? Ecco cosa dice la scienzaFoto di Diego su Pexels
Scienza
Медицина
Инвестиции
Энергетика
Coimbra

Quali paesi sono meglio preparati per la 'fine del mondo'? Ecco cosa dice la scienza

oglobo2 settembre 2026 alle ore 17:49

Una catastrofe globale potrebbe influenzare cibo, energia, infrastrutture e servizi di base in diverse parti del mondo. Tuttavia, alcune società sarebbero meglio preparate per resistere e riprendersi da tale scenario. Questa è stata la domanda che un gruppo internazionale di scienziati ha cercato di rispondere in uno studio pubblicato sulla rivista 'Global Challengers' e guidato da Florian Ulrich Jehn. Il team ha analizzato pubblicazioni scientifiche sui rischi in grado di influenzare simultaneamente diverse regioni. Lo studio ha analizzato tre scenari principali: una riduzione estrema della luce solare dovuta a un inverno nucleare, vulcanico o all'impatto di un asteroide; una perdita generalizzata di infrastrutture dovuta a fenomeni come attacchi informatici o tempeste geomagnetiche; e minacce biologiche, comprese le pandemie.

L'Austria sembra essere stata analizzata come parte dello studio, sebbene l'elenco completo dei paesi e i risultati dettagliati non siano completamente visibili nel testo fornito.

Articoli correlati

Scienza

Come parli al tuo pet può contare più di quanto pensi, dice uno studio

Uno studio dell'Università dell'Arizona ha indagato se avere un animale domestico fa bene o male alla salute, utilizzando registrazioni di interazioni tra padroni e pet. I ricercatori sottolineano che ricerche precedenti presentano risultati contraddittori sul benessere, e una possibile spiegazione è che non basta sapere se qualcuno ha un pet: la qualità e la frequenza dell'interazione con l'animale possono anch'esse essere importanti. Il sistema sviluppato, basato su 30 variabili, è stato testato con 240 persone di gruppi come anziani, adulti sani e coppie.

extra02/09/26, 18:32
Scienza

Bevi caffè in capsule? Gli specialisti avvertono di un 'rischio' che passa inosservato a molti consumatori

Gli specialisti avvertono che il caffè in capsule può contenere livelli più elevati di furano, un composto potenzialmente cancerogeno che si forma durante la tostatura e che rimane intrappolato nel sistema chiuso delle capsule, a differenza di quanto accade con metodi come la caffettiera a filtro o la french press. Tuttavia, sarebbe necessario consumare più di 30 capsule al giorno affinché il rischio fosse significativo, pertanto gli specialisti escludono scenari allarmistici per un consumo moderato. Per quanto riguarda l'alluminio utilizzato nelle capsule, le evidenze indicano che il rivestimento interno evita la migrazione di particelle nella bevanda, e il consumo di fino a quattro tazze al giorno è considerato sicuro. Gli specialisti raccomandano attenzione alla qualità della materia prima e suggeriscono che il caffè filtrato o l'espresso preparato con chicchi macinati sono alternative che permettono di ridurre l'esposizione al furano.

Postal do Algarve02/09/26, 18:00
Novo navio de investigação da ARDITI entra na fase de testes após conclusão da construção
Scienza

La nuova nave di ricerca dell'ARDITI entra nella fase di test dopo il completamento della costruzione

L'ARDITI ha completato la costruzione della sua nuova nave di ricerca il 28 agosto 2026, finanziata dal Piano di Recupero e Resilienza attraverso l'investimento C10-i06 RAM - Tecnologie Oceaniche. La nave, polivalente e dotata di piattaforma di sensori scientifici, è frutto di una gara d'appalto internazionale e si trova ora nella fase di test di conformità per la successiva consegna e accettazione.

dnoticias.pt02/09/26, 17:52
Scienza

L'alga invasora occupa già i fondali marini fino a 12 metri sulla Costa Alentejana

L'alga invasora Rugulopteryx okamurae sta occupando vaste aree dei fondali marini della Costa Alentejana, tra Melides e Azenha do Mar, raggiungendo profondità fino a 12 metri. Il ricercatore Joaquim Parrinha, dell'Università di Coimbra e del MARE, ha avvertito che la specie ha avuto un'espansione esponenziale negli ultimi due-tre anni, coincidendo con l'aumento della temperatura dell'acqua. L'alga, che è arrivata da Gibilterra verso l'Algarve e si è propagata verso nord, crea "foreste" dense che bloccano la luce e l'ossigeno, colpendo alghe locali, sargazzi e laminarie, e provocando eutrofizzazione. La recente agitazione marina ha trascinato grandi quantità di biomassa sulle spiagge. Il Portogallo dispone dal luglio 2025 di una Strategia Nazionale per la Gestione della specie, che prevede monitoraggio, rimozione meccanica e studio di valorizzazione della biomassa.

Alentrium02/09/26, 17:41