Shein ha dovuto avvicinarsi nuovamente alla Cina per riuscire ad arrivare in borsaFoto di Raires Reis su Pexels
Economia

Shein ha dovuto avvicinarsi nuovamente alla Cina per riuscire ad arrivare in borsa

Jornal Económico29 agosto 2026 alle ore 15:49

Il gigante della moda veloce Shein si prepara a iniziare a negoziare le sue azioni a Hong Kong, dopo aver abbandonato i piani iniziali di quotazione alla borsa di New York e Londra. L'operazione valuta l'azienda a circa 26,5 miliardi di dollari, un calo accentuato rispetto ai quasi 100 miliardi di dollari che valeva nel 2022. La quotazione dovrebbe permettere di raccogliere circa 1,7 miliardi di dollari.

Nonostante abbia sede a Singapore, la Shein ha sempre mantenuto un forte legame con la Cina, dove si trova una parte essenziale della rete di produttori che fabbrica i vestiti venduti dalla piattaforma in tutto il mondo. Negli ultimi anni, l'azienda ha cercato di mostrare che poteva operare come una multinazionale indipendente dalla Cina, arrivando a incentivare i fornitori cinesi a creare produzione in altri paesi per diversificare la catena di approvvigionamento. Tuttavia, questo processo si è rivelato più difficile del previsto.

D fronte agli ostacoli riscontrati, l'azienda ha cambiato approccio. Il fondatore Sky Xu ha iniziato a intensificare i contatti con le autorità cinesi e ad assumere una presenza pubblica maggiore nel paese. La Shein si è inoltre impegnata a investire circa 1,5 miliardi di dollari in Cina, rafforzando la sua attività industriale e tecnologica, particolarmente nella regione del Guangdong, una delle principali zone industriali del paese.

La scelta di Hong Kong alla fine si è rivelata simbolica, rappresentando un avvicinamento alla Cina continentale anziché ai mercati occidentali dove l'azienda aveva inizialmente cercato di quotarsi. La Shein ha iniziato a presentare il suo legame con la Cina non come un problema, ma come un vantaggio, sottolineando che, nonostante la presenza globale e la sede a Singapore, continua a generare attività e occupazione nell'industria cinese.

A gigante da moda rápida prepara-se agora para começar a negociar as suas acções em Hong Kong, depois de não ter conseguido concretizar os planos anteriores nos Estados Unidos e no Reino Unido. A operação avalia a empresa em cerca de 26,5 mil milhões de dólares, uma queda acentuada face aos quase 100 mil milhões de dólares que chegou a valer em 2022.

A mudança de rumo não aconteceu por acaso. Apesar de ter sede em Singapura, a Shein continua muito ligada à China. É no país que se encontra uma parte essencial da rede de fabricantes que produz as roupas vendidas pela plataforma em todo o mundo.

Nos últimos anos, a empresa tentou mostrar que podia funcionar como uma multinacional independente da China. Chegou a incentivar alguns fornecedores chineses a criar produção noutros países, numa tentativa de diversificar a cadeia de abastecimento. Mas esse processo revelou-se mais difícil do que o esperado.

Ao mesmo tempo, a Shein encontrou obstáculos para avançar com a entrada em bolsa. Os planos para Nova Iorque acabaram por ser abandonados e a tentativa de Londres também não chegou a concretizar-se, num contexto de crescente escrutínio das autoridades chinesas e ocidentais.

Foi então que a empresa mudou de abordagem. O fundador, Sky Xu, passou a intensificar os contactos com as autoridades chinesas e a assumir uma presença pública maior no país. A empresa comprometeu-se ainda a investir cerca de 1,5 mil milhões de dólares na China, reforçando a sua actividade industrial e tecnológica.

Para Pequim, a Shein pode representar uma forma de levar a produção chinesa aos consumidores internacionais. A empresa depende de uma vasta rede de pequenos fabricantes e utiliza essa estrutura para produzir rapidamente milhares de artigos destinados sobretudo aos mercados estrangeiros.

A relação é particularmente importante para Guangdong, uma das principais regiões industriais da China e uma das zonas onde a Shein mantém uma forte concentração de fornecedores.

A empresa passou, assim, a apresentar a sua ligação à China não como um problema, mas como uma vantagem. A mensagem é simples: a Shein pode ter uma presença global e sede em Singapura, mas continua a gerar actividade e emprego na indústria chinesa.

Segundo a Reuters, esta aproximação foi importante para ultrapassar a resistência que tinha dificultado os planos anteriores de entrada em bolsa. A escolha de Hong Kong acaba por ser simbólica. Em vez de chegar aos mercados de Nova Iorque ou Londres, onde a Shein tinha inicialmente procurado cotar-se, a empresa vai estrear-se num mercado muito mais próximo da China continental.

O percurso também mostra como a Shein mudou desde o seu auge. Em 2022, a empresa chegou a ser avaliada em quase 100 mil milhões de dólares. Agora, a entrada em bolsa aponta para uma avaliação de cerca de 26,5 mil milhões e uma angariação de aproximadamente 1,7 mil milhões de dólares.

A Shein conseguiu finalmente chegar à bolsa, mas teve de aceitar uma realidade que durante anos procurou manter em segundo plano: por muito internacional que seja o seu negócio, a China continua a ser uma peça central da empresa.

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