L'articolo affronta la presenza umana nella Penisola Iberica da 1,2 milione di anni fa, iniziando con reperti di Homo antecessor e Homo heidelbergensis. 70 mila anni fa, gli Homo sapiens uscirono dall'Africa e incontrarono gli Homo neanderthalensis, che vi abitavano da 200 mila anni. I Neanderthal, più piccoli e tarchiati dei sapiens, erano adattati a climi freddi e probabilmente avevano pelle chiara e capelli rossi.
Le due specie convissero per più di 20 mila anni in territori vicini, condividendo tecniche di scheggiatura della pietra, strumenti, strategie di caccia e raccolta, rivelando una complessità mentale tipicamente umana. Sono state trovate prove di mescolanza genetica tra le due specie, incluso un incrocio in Portogallo. I Neanderthal scomparvero circa 20-30 mila anni fa, e circa il 2% del genoma dell'europeo tipico è composto da DNA neanderthaliano.
A Tavira sono stati identificati reperti di presenza Neanderthal in vari siti: Pinheiro, Torre d'Aires, Antas, Arroio, Alto, Canada e sulla collina di Santa Maria. L'articolo descrive anche la geografia della regione in quell'epoca, quando il fiume Séqua formava un ampio estuario, le colline di Sant'Ana e Santa Maria fungevano da penisole ed esisteva un ampio golfo aperto al mare chiamato Gilão.
Tra 20 e 15 mila anni fa, nuove popolazioni di cacciatori-raccoglitori provenienti dai Balcani migrarono verso la Penisola Iberica. Questi gruppi, con capelli e pelle scura e occhi chiari, si mescolarono per 8-10 mila anni con le popolazioni precedenti, generando un'identità genetica tipicamente iberica. Queste comunità si distribuirono per tutto il paese, concentrandosi principalmente nelle aree interne dei grandi estuari del Tago, Sado e Mira, estendendosi fino all'estremo occidente dell'Algarve.




