La libertà che è rimasta senza credito
A luglio, durante l'alta moda della Fendi a Roma, la stilista Maria Grazia Chiuri ha presentato un caftano di chiffon a righe bianche e nere, ispirato ai vestiti di Emilie Flöge, artista austro-ungarica dipinta da Klimt, e alle geometrie della Secessione Viennese. Il look rappresentava la libertà del corpo in relazione ai corsetti soffocanti.
L'articolo riflette sul fatto che questa liberazione corporea e l'indipendenza dai corsetti siano tradizionalmente attribuite ai grandi stilisti parigini, come Paul Poiret e Coco Chanel, mentre poco si parla delle grandi creatrici di Vienna, che decisero da sole come volevano abitare i propri corpi.
È in mostra al Museo Ebraico di New York, fino al 15 novembre, la mostra "Modernità e opulenza: le donne della Wiener Werkstätte", con più di 200 oggetti delle donne del collettivo artistico Officine di Vienna, fondato nel




