L'articolo descrive una discussione umoristica tra amici sulle persone cronicamente in ritardo, chiamate "ritardatari". La conversazione è iniziata in modo casuale e si è conclusa con diagnosi reciproche sull'argomento. Il testo propone che questa categoria umana meriti un riconoscimento ufficiale per la sua frequenza e consistenza.
I ritardatari sono divisi in tre categorie principali: gli irriducibili, che riconoscono pubblicamente il problema; quelli in fase di recupero, che cercano di migliorare; e i negazionisti, che arrivano in ritardo da anni ma considerano ogni ritardo come qualcosa di eccezionale e inaspettato.
L'articolo sattezza le scuse più comuni usate da questi professionisti del ritardo, inclusi il traffico, i bambini piccoli che hanno bisogno di andare in bagno proprio nel momento della partenza, servizi come Uber, condizioni climatiche, ascensori, animali domestici, riunioni precedenti e persino fenomeni astrologici come Mercurio retrogrado. Il testo osserva ironicamente che queste scuse sono creative, ma raramente includono la persona stessa come responsabile.
L'autrice, che si identifica come madre, riconosce che i bambini piccoli possono davvero causare ritardi, ma osserva che esiste un limite di età per usare questo argomento, suggerendo che quando il figlio sta quasi per entrare all'università, forse è il momento di cercare un'altra spiegazione. L'articolo rimane inconcluso, menzionando brevemente un fenomeno che sfiderebbe la fisica.




