Perdere peso dopo i 35 anni richiede uno sguardo oltre la bilanciaFoto di stevepb su Pexels
Scienza
США
Coimbra

Perdere peso dopo i 35 anni richiede uno sguardo oltre la bilancia

oglobo11 settembre 2026 alle ore 19:38

Dai 35 anni in poi, perdere peso può diventare più impegnativo a causa dei cambiamenti che avvengono nell'organismo nel corso del tempo. Uno studio pubblicato sulla rivista Science, con 6.421 partecipanti di 29 paesi, con età comprese tra otto giorni e 95 anni, ha mostrato che la taxa metabolica corretta rimane relativamente stabile tra i 20 e i 60 anni. In questo periodo, tuttavia, i cambiamenti nella composizione corporea, in particolare la riduzione della massa muscolare, possono influenzare il modo in cui il corpo utilizza l'energia e risponde al processo di perdita di peso.

La distribuzione del grasso corporeo si riorganizza anch'essa con l'invecchiamento. I ricercatori del City of Hope, negli Stati Uniti, hanno identificato in uno studio pubblicato nel 2026 un tipo di cellula staminale che inizia a produrre nuove cellule di grasso nella regione addominale durante la mezza età. Questa scoperta aiuta a capire perché la circonferenza vita tende ad aumentare anche quando il peso totale varia poco.

L'argomento acquisisce rilevanza man mano che l'obesità viene riconosciuta come malattia.

Articoli correlati

Jornalista da SÁBADO vence Prémio de Jornalismo da Liga Portuguesa Contra o Cancro
Scienza

Giornalista di SÁBADO vince il Premio di Giornalismo della Lega Portuguesa Contro il Cancro

La giornalista Lucília Galha, della rivista SÁBADO, ha vinto il Premio di Giornalismo della Lega Portuguesa Contro il Cancro con il servizio "Cancro: I nuovi progressi della medicina", pubblicato nel giugno 2025. Il premio riconosce il lavoro di comunicazione sulla ricerca e i progressi nel trattamento del cancro.

Correio da Manhã11/09/26, 20:18
Descobertas as primeiras pegadas de um Tyrannosaurus rex adulto
Scienza

Scoperte le prime impronte di un Tyrannosaurus rex adulto

Un team di ricercatori ha scoperto le prime impronte confermate di un Tyrannosaurus rex adulto, una scoperta rara che fa nuova luce sulla locomozione e sul comportamento di questi giganteschi predatori. Il team ha utilizzato la scansione 3D ad alta risoluzione per documentare le impronte e creare riproduzioni tridimensionali, permettendo analisi dettagliate senza danneggiare gli esemplari originali. Questa scoperta rappresenta una pietra miliare importante nella paleontologia, fornendo prove dirette su come questi dinosauri si muovevano e interagivano con il loro ambiente.

SIC Notícias11/09/26, 19:35
Scienza

Trattamento dell'erisipela deve iniziare ai primi segni

L'erisipela è un'infezione batterica che colpisce il derma superficiale e i vasi linfatici, causata principalmente da streptococchi beta-emolitici, come lo Streptococcus pyogenes. La malattia può svilupparsi rapidamente, causando intenso rossore, calore, gonfiore e dolore alla pelle, oltre a febbre e malessere. La porta d'ingresso generalmente avviene attraverso tinea tra le dita dei piedi, fissurazioni, escoriazioni, punture o altre lesioni cutanee. Fattori come edema cronico, insufficienza venosa o linfatica, obesità, diabete e episodi precedenti aumentano il rischio. Il trattamento deve essere iniziato rapidamente ai primi segni per evitare complicazioni.

oglobo11/09/26, 19:27
Scienza

Essere belle (o non esserlo) è determinante per il modo in cui tracciamo il destino di ogni farfalla

Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Current Biology, con la partecipazione di due ricercatori portoghesi, ha rivelato che il "bias estetico" influenza significativamente la conservazione delle farfalle europee. Attraverso un sondaggio con più di 21.000 risposte, gli scienziati hanno creato un Indice di Bellezza per 492 specie e hanno scoperto che le farfalle con colori primari (blu e giallo), alti contrasti e ali allungate sono considerate più belle e, di conseguenza, ricevono più finanziamenti, ricerca scientifica e protezione legale. Tuttavia, le specie più discrete e meno attraenti sono spesso le più minacciate di estinzione, creando un contrasto tra la bellezza percepita e il rischio reale di conservazione. I ricercatori avvertono che le decisioni prese decenni fa continuano a influenzare la distribuzione delle risorse, e suggeriscono di usare le specie più belle come "bandiere" per proteggere anche gli habitat delle specie meno attraenti.

Wilder11/09/26, 19:09