I dati della Pesquisa Nacional de Saúde (PNS) 2019, condotta dall'IBGE, rivelano che 34 milioni di brasiliani con 18 anni o più hanno perso 13 denti o più, il che rappresenta il 21,3% di questa fascia d'età. Inoltre, 14,1 milioni di persone non possiedono nessun dente, corrispondendo all'8,9% della popolazione adulta. Il dato più critico riguarda la popolazione con 60 anni o più, dove il 31,7% ha perso tutti i denti.
Il processo di perdita ossea ha origine dall'assenza del dente. L'osso alveolare esiste specificamente per sostenere l'elemento dentario, e quando questo stimolo scompare, il rebordo alveolare perde dimensione in modo progressivo. Una revisione scientifica pubblicata nella Biblioteca Nacional de Medicina degli Stati Uniti indica che, senza alcuna intervenzione, la larghezza del rebordo può diminuire fino al 50% nel primo anno dopo l'estrazione dentaria.
La conseguenza diretta di questa perdita ossea progressiva è che maggiore è l'intervallo tra la perdita dentaria e la realizzazione della chirurgia di impianto, minore tende a essere il volume osseo riscontrato al momento della procedura. Questo rappresenta una sfida significativa per i pazienti che necessitano di impianti dentali.
Il Dr. Hugo Robertson, chirurgo-dentista con specializzazione in implantodontia, viene citato come riferimento specializzato sull'argomento, indicando che esistono opzioni disponibili per i pazienti che affrontano questa condizione di poco osso disponibile per impianti.




