La Commissione europea ha presentato un nuovo regolamento per la Capitale Europea della Cultura (CEC), che stabilisce le regole da adottare a partire dal 2033. Tra i principali cambiamenti, emerge la possibilità di candidature transfrontaliere e l'esigenza che i proponenti assicurino una "dimensione europea" per i loro programmi, non essendo più considerato solo l'impatto generato localmente. Il regolamento richiede inoltre il coordinamento dei programmi culturali tra le città designate per lo stesso anno, quello precedente e quello successivo.
Il Portogallo, che ospiterà Évora come Capitale Europea della Cultura nel 2027, tornerà a figurare nel calendario solo nel 2040, secondo l'orizzonte definito dalla Commissione per il periodo 2034-2047. Tuttavia, la possibilità di candidature transfrontaliere apre la porta a un ritorno nel 2046, in un'eventuale partnership con una città spagnola di confine.
La Commissione ha identificato diverse lacune nelle capitali della cultura realizzate finora, tra cui la scarsa comprensione della dimensione europea, l'impatto a lungo termine inferiore alle aspettative in alcune città, la mancanza di condivisione di conoscenze tra le città elette e l'assenza di strumenti di misurazione dell'impatto. Il nuovo quadro giuridico obbliga al rafforzamento delle capacità digitale e di innovazione dei settori culturali, alla creazione di collegamenti tra la cultura e altri settori come l'istruzione, l'ambiente e il turismo sostenibile, e alla promozione dell'inclusione sociale e della parità di opportunità.
L'iniziativa, iniziata nel 1985 con Atene e che ha visto Lisbona nel 1994, Porto nel 2001 e Guimarães nel 2012, passa ora attraverso una maggiore centralizzazione della comunicazione da parte di Bruxelles, che intende coordinare le attività per massimizzare l'impatto duraturo dell'evento e assicurare l'indipendenza artistica delle città elette.




