Il ministro dell'Amministrazione Interna, Luís Neves, è stato ascoltato dalla Commissione per gli Affari Costituzionali, Diritti, Libertà e Garanzie, respingendo gli appelli alle dimissioni provenienti dall'opposizione. "Mantengo la fiducia in me stesso per continuare a ricoprire l'incarico", ha affermato, garantendo anche di contare sul sostegno del primo ministro, Luís Montenegro. L'audizione è avvenuta settimane dopo una crescente pressione politica sull'ex direttore nazionale della Polizia Giudiziaria, contrassegnata da diverse indagini relative a decisioni assunte durante il suo mandato alla guida di quell'organo di polizia criminale.
I dubbi sollevati dai deputati hanno incluso il trasferimento di un rimorchio sequestrato presso la sede di un'azienda con contratti con la PJ, i lavori di ristrutturazione eseguiti in una proprietà di Neves a Odemira e le sue dichiarazioni patrimoniali e di reddito. Il deputato Rui Rocha, dell'Iniziativa Liberale, è stato particolarmente incisivo nel mettere in discussione il rapporto del ministro con il proprietario della Construbarcelos, azienda che ha eseguito lavori nella residenza di Neves e aveva contratti con la PJ. Il ministro ha ammesso che "non avrei mai dovuto permettere che questa persona eseguisse lavori di ristrutturazione a casa mia", ma ha respinto qualsiasi favoritismo.
Il Chega è stato il partito più diretto nella richiesta di dimissioni, con il deputato Pedro Pinto che ha chiesto "Quando se ne andrà?". Il PSD si è stretto attorno a Neves, con António Rodrigues che ha definito "deplorevoli" le accuse e le ha classificate come "tentativi di denigrarlo". Il PS ha scelto di non chiedere direttamente le dimissioni, ma ha posto la responsabilità su Montenegro, chiedendo se il livello di controversie sia compatibile con la guida di un'area così delicata. L'audizione si è conclusa senza le dimissioni richieste dall'opposizione, ma anche senza che i dubbi politici fossero stati risolti.
L'audizione è avvenuta ore prima della discussione e della votazione di una mozione di censura presentata dal Chega al governo di Luís Montenegro. Nel corso di diverse ore, Neves ha cercato di presentarsi come un governante concentrato sull'azione, evidenziando risultati come il potenziamento del reclutamento nella PSP, l'implementazione di sistemi biometrici negli aeroporti e la riduzione dell'area bruciata negli incendi boschivi. Alla fine, ha affermato di essere "assolutamente a proprio agio con tutto ciò che ho fatto", riconoscendo che alcune decisioni potrebbero essere considerate errate, ma respingendo che siano state prese per il proprio vantaggio personale.




