Le proiezioni dell'Unione Europea sul futuro delle pensioni portoghesi terminano nel 2070, non perché esista una garanzia finanziaria da Bruxelles fino a tale data, ma semplicemente perché l'Ageing Report — il rapporto utilizzato dalla Commissione Europea per valutare le conseguenze dell'invecchiamento della popolazione — ha il suo orizzonte di proiezioni limitato a quell'anno. Dopo il 2070, non esistono previsioni europee disponibili, il che non significa che le pensioni finiscano, ma che l'esercizio di proiezione termina.
Il 18 agosto 2026 è stato presentato un rapporto di 607 pagine, coordinato dal professor Jorge Miguel Bravo, elaborato da un gruppo di lavoro creato dal governo per studiare la sostenibilità, l'adeguatezza e l'equità del sistema di Previdenza Sociale. Il documento, messo a disposizione dal Ministero del Lavoro, identifica una "finestra demografica" che dovrebbe chiudersi verso la metà degli anni '40, avvertendo che il Portogallo ha un tempo limitato per realizzare una riforma graduale e pianificata. La Commissione Europea stima che la spesa pubblica per le pensioni possa passare dal 12,8% del PIL nel 2025 al 15,1% nel 2045, momento in cui il Portogallo avrebbe il terzo peso maggiore di questa spesa nell'Unione Europea.
Il rapporto contesta l'interpretazione degli eccedenti recenti del sistema contributivo. Secondo la metodologia proposta dal gruppo, il saldo congiunto aggiustato del sistema contributivo e della Caixa Geral de Aposentações sarebbe stato negativo di 1.944 milioni di euro nel 2025, in contrasto con l'eccedente ufficiale di 5.468 milioni del solo sistema contributivo. Il documento raccomanda inoltre modifiche alle regole delle pensioni anticipate, proponendo una tabella unica di aggiustamenti attuariali, e suggerisce la creazione di un regime pubblico di conti nocionali a contribuzione definita, che manterrebbe il sistema pubblico, obbligatorio e basato sulla ripartizione.
Il governo ha già affermato che non procederà con una riforma strutturale durante l'attuale mandato legislativo, classificando il documento come uno studio tecnico e indipendente. Tra le proposte figurano piani professionali di pensione con iscrizione automatica, conti di risparmio per i giovani e meccanismi di utilizzo del patrimonio immobiliare nella vecchiaia. Il rapporto sottolinea che le proposte devono preservare le pensioni già assegnate e i diritti costituiti, senza alcuna indicazione ufficiale che chi è lontano dalla pensione rimarrà senza pensione.




