Un lavoratore dell'El Corte Inglés con quasi 36 anni di anzianità è stato licenziato nel marzo 2024, dopo che l'azienda lo ha accusato di irregolarità nell'applicazione degli sconti nell'area elettronica dell'outlet del centro commerciale Grancasa, a Saragozza. Il dipendente, che lavorava in azienda dal marzo 1988 e ricopriva il ruolo di coordinatore regionale di elettronica per Aragona e Navarra, è stato inoltre accusato di favorire colleghi attraverso sconti indebiti e di carenze nell'etichettatura e nella movimentazione della merce. L'azienda ha basato le accuse su un'audit interno condotta dopo una denuncia anonima.
Il lavoratore ha fatto ricorso alla Giustizia, sostenendo di non aver effettuato direttamente le vendite contestate e che diverse procedure erano note ad altri responsabili. Il Tribunale del Lavoro n. 3 di Saragozza gli ha dato ragione nell'aprile 2025, dichiarando il licenziamento improcedente. L'El Corte Inglés ha presentato ricorso al Tribunale Superiore di Giustizia d'Aragona, insistendo sul fatto che vi fosse stata una grave violazione della buona fede contrattuale e della fiducia riposta nel lavoratore.
Il Tribunale Superiore di Giustizia d'Aragona ha confermato la decisione del primo grado, concludendo che non è stato dimostrato che il lavoratore avesse effettuato direttamente le vendite con sconti irregolari o fosse responsabile dell'etichettatura della merce. Il tribunale ha inoltre considerato che i trasferimenti di merce senza spostamento fisico verso l'outlet erano una prassi abituale e consenziente, e che il sistema di sconti era noto a diversi livelli della struttura aziendale.
I giudici hanno altresì concluso che non è stata provata l'intenzione di frode, il beneficio personale indebito o un danno economico per l'El Corte Inglés direttamente imputabile al lavoratore. Di fronte all'assenza di prove di condotta grave e colposa, il tribunale ha ritenuto che non fossero soddisfatte le condizioni per giustificare il licenziamento. L'azienda è stata obbligata a scegliere tra reintegrare il dipendente, pagando le retribuzioni dal momento del licenziamento, o corrispondergli un indennizzo di 171.587,37 euro.




