L'articolo affronta il tema dell'hikikomori, un termine giapponese che descrive un isolamento sociale estremo e prolungato. Il criterio utilizzato in Giappone per definire questa condizione è di almeno sei mesi senza frequentare la scuola, senza lavorare e senza avere convivenza sociale, sebbene vi siano casi che si estendono per anni. Una ricerca del governo giapponese ha stimato che aproximadamente un milione e 460.000 persone siano in questa situazione.
Il testo presenta storie di madri che condividono le loro esperienze sui social network, descrivendo routine dedicate alla cura di figli che hanno smesso di uscire dalla stanza. Secondo queste storie, i giovani restano a giocare e usare il computer durante il giorno e la notte, senza voler vedere nessuno, e le famiglie iniziano a organizzare tutta la routine in funzione di questa situazione.
L'articolo menziona che esiste una confusione comune tra l'hikikomori e la depressione, suggerendo che le persone frequentemente associano l'isolamento prolungato a un quadro depressivo, senza considerare le particolarità del fenomeno dell'hikikomori.




