Il gruppo Volkswagen affronta una crisi profonda, con la dirigenza guidata da Oliver Blume, ex presidente della Porsche, che ammette di dover licenziare circa 100.000 lavoratori. Questa decisione potrebbe comportare la chiusura di quattro stabilimenti in territorio tedesco, qualcosa mai visto nella storia dell'azienda.
La misura si inserisce in un contesto di licenziamenti di massa, chiusura di fabbriche e riduzione della produzione, il che rappresenta una ristrutturazione senza precedenti per il gigante automobilistico tedesco.
Il piano di riduzione del personale e chiusura degli stabilimenti segna una rottura con decenni di tradizione industriale della Volkswagen in Germania, dove il marchio è sempre stato considerato un datore di lavoro stabile e sicuro.




