UBI scopre un nuovo trattamento per l'ictusFoto di Kevyn Costa su Pexels
ScienzaCastelo Branco

UBI scopre un nuovo trattamento per l'ictus

oRegiões29 agosto 2026 alle ore 22:00

L'Università della Beira Interior, attraverso la Facoltà di Scienze della Salute, ha sviluppato un nuovo trattamento per l'ictus che riduce le lesioni cerebrali e accelera il recupero motorio nei modelli animali. L'ictus rappresenta una delle principali cause di mortalità e incapacità permanente in Portogallo, e questa scoperta è stata guidata dalla ricercatrice Sara Meirinho, in collaborazione con esperti di Spagna e degli Stati Uniti d'America, integrati nell'unità di ricerca RISE-Health.

Il trattamento si basa sull'applicazione nasale di nestorone, una molecola già approvata per scopi contraccettivi, adattata per la fase acuta dell'ictus ischemico. Questa via di somministrazione aggira la barriera ematoencefalica e la degradazione epatica, permettendo al farmaco di raggiungere direttamente il tessuto nervoso colpito. Gli studi di laboratorio pre-clinici hanno dimostrato che una singola dose somministrata poco tempo dopo l'episodio ischemico limita sostanzialmente l'estensione delle lesioni neuronali, attraverso un'azione antinfiammatoria che modula le cellule gliali.

I risultati pubblicati sulla rivista specializzata Drug Delivery and Translational Research confermano che i modelli animali trattati hanno recuperato la capacità motoria più rapidamente, aprendo prospettive per attenuare le sequele motorie permanenti. Tuttavia, il team mantiene prudenza, sottolineando che il trattamento non elimina le cause sottostanti della patologia, ma

A equipa da Universidade da Beira Interior desenvolveu um novo tratamento para AVC na Covilhã, que reduz as lesões cerebrais e acelera a recuperação motora em modelos animais.

O acidente vascular cerebral represents uma das maiores causas de mortalidade e incapacidade permanente em Portugal. Por conseguinte, a procura de respostas médicas eficazes mobiliza a comunidade científica internacional. A Faculdade de Ciências da Saúde da Universidade da Beira Interior (UBI) assumiu a liderança deste consórcio. A iniciativa integra investigadores da unidade RISE-Health, em estreita cooperação com especialistas de Espanha e dos Estados Unidos da América.

Como funciona o novo tratamento para AVC

O projecto de investigação clínica partiu de uma molécula já aprovada para utilização médica com fins contraceptivos. No entanto, os cientistas encontraram um mecanismo inédito para aplicar a nestorona na fase aguda do AVC isquémico. A administração da substância realiza-se por via nasal. Esta via inovadora contorna a barreira hematoencefálica e a degradação hepática, permitindo que a solução atinja directamente o tecido nervoso afectado.

Os ensaios laboratoriais pré-clínicos demonstraram resultados promissores. Com efeito, a administração de uma dose única pouco tempo após o episódio isquémico limita de forma substancial a extensão das lesões neuronais. Além disso, o fármaco apresenta uma acção anti-inflamatória determinante através da modulação das células gliais. Esta resposta biológica trava a degradação dos tecidos nas horas subsequentes à ocorrência do ataque.

Capacidade motora regressa mais depressa

Os modelos animais submetidos ao protocolo registaram ganhos funcionais significativos. Deste modo, os testes comprovaram que a capacidade motora regressa mais depressa nos indivíduos tratados com esta formulação nasal. Assim, abrem-se perspectivas sólidas para atenuar as sequelas motoras permanentes. O estudo, liderado pela investigadora Sara Meirinho, contou com a publicação na revista especializada *Drug Delivery and Translational Research*.

A cooperação multidisciplinar permitiu desenhar ensaios rigorosos de autoemulsificação para transporte do composto activo. Por outro lado, a equipa sublinha que a solução não elimina as causas de base da patologia, mas protege a estrutura cerebral. Trata-se de um avanço terapêutico relevante desenhado a partir dos laboratórios da região centro.

Ensaios clínicos e potencial alargado a outras doenças

Apesar do entusiasmo com os resultados, a equipa de cientistas mantém uma postura de prudência. O trabalho encontra-se ainda na fase pré-clínica, pelo que faltam etapas essenciais antes de avançar para testes em humanos. Com efeito, serão necessários novos estudos de toxicologia e ensaios clínicos controlados para atestar a segurança e a dosagem exacta em doentes.

Além disso, o potencial desta descoberta vai muito além do acidente vascular cerebral. Os investigadores sustentam que a via de administração e o efeito neuroprotector podem servir para tratar outras patologias graves do sistema nervoso central. Entre as patologias prioritárias para futuros ensaios laboratoriais encontra-se a esclerose múltipla.

Deste modo, a universidade portuguesa reafirma a sua capacidade competitiva à escala internacional. O consórcio prepara agora a validação regulatória da tecnologia. O objectivo passa por captar novo financiamento comunitário e transferir esta solução terapêutica para a prática hospitalar corrente.

O conteúdo UBI descobre novo tratamento para AVC aparece primeiro em oRegiões.

Articoli correlati

Scienza

Respirazione quadrata: come funziona uno dei 'trucchi più potenti' per controllare lo stress

La respirazione quadrata, tecnica che consiste nell'inspirare, trattenere l'aria, espirare e trattenere nuovamente l'aria per lo stesso tempo, creando un "quadrato" di conteggio, è diventata virale sui social media come metodo per controllare lo stress e l'ansia. Gli esperti spiegano che la tecnica attiva il sistema nervoso parasimpatico, responsabile del calmare il corpo, e può ridurre la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Le ricerche indicano che praticare questo tipo di respirazione controllata può diminuire i livelli di cortisolo e migliorare la capacità di concentrazione. Tuttavia, gli esperti avvertono che, sebbene sia uno strumento utile di regolazione emotiva, non sostituisce un trattamento medico o terapeutico adeguato per i disturbi d'ansia.

BBC News Brasil29/08/26, 22:25
Itália soltou 130 mil polvos bebés para travar uma invasão de caranguejos
Scienza

L'Italia ha rilasciato 130.000 polpi neonati per fermare un'invasione di granchi

L'Italia sta testando una strategia innovativa per combattere l'invasione del granchio blu, una specie originaria della costa atlantica che ha causato grandi danni alla pesca e all'acquacoltura nel mare Adriatico. Nell'ambito del progetto Octo-Blu, sviluppato dall'Università di Bologna con il supporto della Regione Emilia-Romagna, sono state rilasciate circa 130.000 paralarve di polpo comune al largo di Cesenatico e Riccione. Il progetto, avviato nel 2024, studia sia la biologia del granchio blu che i metodi di riproduzione e allevamento dei polpi in laboratorio, cercando di equilibrare l'ecosistema marino della regione.

ZAP Notícias29/08/26, 21:30
Já há 231 espécies invasoras nas águas portuguesas
Scienza

Ci sono già 231 specie invasive nelle acque portoghesi

Uno studio rivela che sono già state identificate 231 specie invasive nelle acque portoghesi, rappresentando una minaccia significativa per la biodiversità marina locale e gli ecosistemi costieri. La proliferazione di queste specie, molte delle quali provenienti da altre regioni attraverso acque di zavorra delle navi o altre vie, solleva preoccupazioni sull'impatto ambientale ed economico per il Portogallo.

SAPO29/08/26, 21:15
Scienza

Takhi, il cavallo selvaggio diventato simbolo di restauro in Mongolia

Il takhi, cavallo di Przewalski, è l'unico cavallo veramente selvaggio del mondo e un simbolo nazionale della Mongolia. Scoperto dagli europei alla fine del XIX secolo, la specie fu cacciata e inviata agli zoo, fino a essere dichiarata estinta in natura nel 1968. A partire dagli anni '70, conservazionisti olandesi crearono un programma di riproduzione in cattività, e nel 1992 furono reintrodotti 15 cavalli nel Parco Nazionale di Hustai. Dopo un periodo di adattamento, la popolazione crebbe e oggi esistono circa 800 animali nel paese. Le sfide includono il degrado delle steppe causato dall'eccesso di animali domestici — la Mongolia ha 58 milioni di capi di bestiame — e i cambiamenti climatici. Il parco scommette su alternative economiche per i nomadi, come turismo e artigianato, per ridurre la pressione sulla terra.

Jornal Económico29/08/26, 20:00