Il Crédito Agrícola si aspetta di avviare la migrazione alla supervisione diretta della Banca Centrale Europea (BCE) e del Meccanismo di Vigilanza Unico (MUS) nel 2027, in un processo che includerà esercitazioni sulla qualità degli attivi e stress test. L'informazione è stata fornita dal presidente del gruppo, Sérgio Frade, durante un incontro con i giornalisti per la presentazione dei risultati del primo semestre.
Questo cambiamento deriva da due condizioni fondamentali: il gruppo aver superato la soglia dei 30 miliardi di euro di attivi ed essere la terza istituzione più significativa del Paese. Attualmente, il Crédito Agrícola si trova nell'ambito della supervisione diretta della Banca del Portogallo. Per quanto riguarda gli attivi, il gruppo è ancora al di sotto dei 30 miliardi di euro a livello prudenziale, escludendo il business assicurativo, ma si aspetta di raggiungere tale valore entro la fine dell'anno.
Sebbene sia la sesta maggiore banca in Portogallo, il Crédito Agrícola è considerato la terza istituzione più significativa dalla BCE. Questo accade perché il Millennium BCP, il BPI e il Novobanco sono detenuti integralmente da banche straniere, rispettivamente il Santander, la Caixabank e la BPCE, che sono già supervisionate a livello del SSM.
Sérgio Frade ha anticipato che non si aspetta che la supervisione della BCE sia più esigente di quella attuale, ma ha riconosciuto che il gruppo dovrà dedicare risorse e attenzione al processo. Il presidente ha sottolineato che la supervisione europea è più comparabile con le giurisdizioni europee, il che posiziona il Crédito Agrícola in un gruppo di istituzioni supervisionate centralmente.




