Il governo e i partner sociali si riuniranno mercoledì in Concertazione Sociale, con la presenza del ministro delle Finanze, Joaquim Miranda Sarmento, per la presentazione di informazioni sulla proposta di Bilancio dello Stato per il 2027. In questo contesto, le confederazioni dei datori di lavoro chiedono al governo di ridurre il carico fiscale sulle imprese. La CCP sta preparando un pacchetto di misure con impatto fiscale, lavorativo ed economico, mentre la CAP difende misure che promuovano l'edilizia abitativa per i lavoratori e la protezione del settore forestale. La CIP chiede la riduzione graduale dell'aliquota dell'IRES, l'eliminazione progressiva delle addizionali e il rafforzamento degli incentivi fiscali agli investimenti.
Le centrali sindacali UGT e CGTP chiedono misure per il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. L'UGT difende la revisione dell'accordo tripartito di valorizzazione salariale e una politica fiscale che valorizzi i redditi da lavoro, attraverso un'adeguata pressione fiscale in materia di IRPEF. La CGTP rivendica una nuova politica fiscale che alleggerisca la tassazione su chi lavora e colpisca i redditi del grande capitale, oltre al rafforzamento dei servizi pubblici.
Relativamente al salario minimo nazionale, che attualmente è di 920 euro e è previsto salga a 970 euro nel 2027 per decreto-legge, le centrali sindacali ritengono che ci sia margine per una revisione al rialzo. L'UGT afferma che questo è l'anno per fare un salto quantitativo maggiore, mentre la CGTP difende che il SMN salga a 1.100 euro a partire da gennaio. Le confederazioni imprenditoriali sentite dalla Lus排除ano una revisione al rialzo del valore, sostenendo che la fissazione amministrativa del salario minimo schiaccia la competitività e la capacità di valorizzare i salari intermedi. La CIP garantisce l'impegno a garantire quanto previsto, ma ritiene che non siano riunite le condizioni per l'aumento.




