La figlia di un lavoratore agricolo deceduto nel 1978 riceverà la pensione di reversibilità del padre 48 anni dopo il decesso. La donna, che soffre di grave disabilità intellettiva fin dall'infanzia, si è rivolta alla giustizia dopo che la sua richiesta di prestazione è stata respinta dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INSS).
L'INSS ha sostenuto che fosse necessario dimostrare che la disabilità esistesse già prima che la figlia raggiungesse la maggiore età. La 2ª Vara Federale di Dourados (MS) ha deciso a favore della ricorrente, disponendo che la prestazione venga concessa a partire dalla data del decesso, comprese tutte le rate arretrate.
La perizia giudiziaria ha evidenziato che la beneficiaria presenta un'incapacità definitiva e la necessità permanente di assistenza da parte di terzi nelle attività quotidiane. Per questo motivo, ella non ha mai svolto alcuna attività lavorativa. Il giudice federale Ewerton Teixeira Bueno ha ritenuto che la disabilità esistesse fin dall'infanzia, garantendo così il diritto alla prestazione. L'INSS è stato intimato ad attivare la pensione entro 45 giorni.




