Il governo di Pedro Sánchez approverà martedì in Consiglio dei ministri un Comitato per gli investimenti strategici che consentirà ai progetti selezionati di ottenere una prima approvazione entro un mese, passando avanti agli altri nell'ottenimento delle autorizzazioni o nell'accesso alla rete elettrica. La creazione di questo comitato, ispirato ai modelli del Regno Unito e della Francia, è stata una promessa fatta agli investitori all'inizio della legislature, che si lamentavano della lunga attesa per completare le autorizzazioni necessarie. L'esecutivo spagnolo afferma che esiste già una lista d'attesa per accedere a questo status.
Per beneficiare di questo regime speciale, gli investimenti dovranno fornire un elevato ritorno sociale, economico e ambientale, contribuendo alla transizione ecologica, trasformazione digitale, sviluppo scientifico e tecnologico, autonomia strategica e sicurezza economica. Dovranno inoltre implicare un volume di investimento rilevante a livello nazionale o regionale e la creazione di occupazione altamente qualificata. Il regime sarà rivolto all'industria e alle attività manifatturiere a valore aggiunto, includendo settori come la difesa, la costruzione industrializzata di abitazioni e i centri dati.
La classificazione come investimento strategico non elimina le procedure obbligatorie come le valutazioni di impatto ambientale, ma consentirà a questi progetti di passare avanti ad altre candidature nell'analisi amministrativa. Le comunità autonome dove gli investimenti saranno realizzati dovranno essere consultate, sebbene la loro posizione non sia vincolante. Nel caso dei centri dati, si sta introducendo una legislazione che li obbliga a portare con sé gran parte dell'energia rinnovabile necessaria, un requisito che gli investitori del settore avvertono poter paralizzare gli investimenti.
La Spagna sta attraendo una nuova ondata di grandi investimenti industriali concentrati nella mobilità elettrica, batterie, idrogeno verde, tecnologie pulite e infrastruttura digitale. Tra i progetti di maggiore dimensione si distinguono la gigafactory di batterie della Stellantis e CATL a Saragozza, valutata circa 4,1 miliardi di euro, la fabbrica di batterie della Volkswagen/PowerCo a Sagunto, e gli investimenti della Gotion e della InoBat a Valladolid.




