L'Unione Europea ha deciso di ridurre lo stato di protezione del lupo, ma non esistevano dati scientifici concreti che giustificassero questa decisione. La misura è stata presa sulla base di considerazioni politiche e non di solide evidenze scientifiche.
La Commissione Europea, in quanto istituzione responsabile della legislazione ambientale europea, ha ceduto a pressioni politiche per modificare il regime di protezione della specie. Questa decisione solleva interrogativi sulla base scientifica utilizzata per fundamentare le politiche di conservazione.
L'articolo suggerisce che questo approccio non sia un caso isolato. L'UE sta applicando lo stesso trattamento al resto della legislazione sulla conservazione della natura, vale a dire permettendo che considerazioni politiche prevalgano sui dati scientifici nella definizione delle politiche ambientali.
Questa tendenza rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui l'Unione Europea affronta la conservazione della biodiversità, potenzialmente compromettendo gli sforzi di protezione delle specie vulnerabili.




