La Boston Consulting Group (BCG) ha pubblicato uno studio che conclude che l'intelligenza artificiale può aumentare tra il 15% e il 25% la produttività dei lavoratori nel settore delle energie rinnovabili, oltre a migliorare tra uno e tre punti percentuali il rendimento energetico. Il rapporto, intitolato "A Real-World Game Plan for AI in Renewable Energy", avverte che, sebbene i guadagni attesi derivino da una maggiore disponibilità degli asset e da un'esecuzione operativa più efficace, la cattura del valore "rimane limitata" in molte organizzazioni.
Lo studio emerge in un momento di accelerazione dell'investimento, con le aziende del settore energia e utilities che prevedono di triplicare l'investimento in IA nel 2026 rispetto al 2025 — il più alto aumento tra tutti i settori analizzati, ad eccezione delle assicurazioni. La BCG sottolinea che il problema raramente sta nella mancanza di casi d'uso, ma nella difficoltà di scalare le iniziative oltre la fase pilota e associarle a metriche di business ben definite.
Uno dei dati più rilevanti dello studio è che 10-15 casi d'uso ben selezionati possono catturare tra il 60% e il 70% del potenziale totale di valore, a condizione che siano scelti per il loro impatto operativo e finanziario. Tra le principali aree di applicazione ci sono il monitoraggio operativo in tempo reale, la previsione delle prestazioni degli asset, la manutenzione e la gestione delle operazioni sul campo. In un caso analizzato, una utility europea ha applicato l'IA alla pianificazione degli ordini di lavoro sul campo, riducendo il tempo improduttivo tra una e due ore e mezza per tecnico al giorno, che si è tradotto in una riduzione dei costi operativi di diversi milioni di euro.
Nel contesto portoghese, l'agenda acquisisce peso man mano che il paese rafforza la transizione energetica e modernizza le infrastrutture. La




