La prima edizione della "Biennale Internazionale di Arti e Mestieri" si è svolta nei giorni 4 e 5 settembre presso il Centro di Cultura Contemporanea di Castelo Branco, promossa dal Comune attraverso la Divisione dei Musei e della Cultura. L'evento ha riunito rappresentanti del Portogallo, del Brasile e di Capo Verde e ha fatto parte della programmazione del "Festival Sabores de Perdição", nel contesto dell'integrazione di Castelo Branco nella "Rete delle Città Creative dell'UNESCO", nella categoria "Artigianato e Arti Popolari" da ottobre 2023.
Sónia Abreu, responsabile dell'organizzazione, ha fatto un bilancio molto positivo, evidenziando l'adesione del pubblico e la qualità degli interventi. Il programma ha incluso dibattiti su identità locale, economia creativa, patrimonio, Ricamo di Castelo Branco, imprenditorialità e internazionalizzazione, con la partecipazione di Américo Rodrigues, direttore generale delle Arti. Le discussioni si sono concentrate in particolare sulla necessità di riconoscere l'artigianato come arte maggiore e sulla sfida di preservare l'identità del Ricamo di Castelo Branco consentendo al contempo la sua evoluzione contemporanea.
La mostra "Il Mondo Ricamato a Mano" ha riunito pezzi di comuni portoghesi, Brasile, Capo Verde e Azzorre, con un'adesione che ha superato le aspettative. Il comune di Madalena, nell'isola di Pico, si è distinto per la partecipazione del presidente del Comune durante i due giorni dell'evento. L'organizzazione prevede che la mostra circoli verso altri comuni interessati.
Sónia Abreu ha anticipato l'intenzione di investire per aumentare la proiezione della Biennale dentro e fuori dal Portogallo, utilizzandola come strumento di valorizzazione del Ricamo di Castelo Branco. La responsabile ha difeso l'idea che il marchio UNESCO funziona solo se è della comunità e che è necessario coinvolgere i giovani e garantire che possano vivere di queste arti. La genesi della Biennale è sorta dalla necessità di spiegare alla popolazione cosa significa essere una "Città Creativa dell'UNESCO" e trasformare questa distinzione internazionale in uno strumento compreso e condiviso dalla città.




