I bilanci medi destinati agli aumenti salariali in Portogallo dovrebbero passare dal 3% nel 2026 al 3,2% nel 2027, secondo il Salary Budget Planning Report della WTW. Lo studio è stato condotto tra marzo e maggio del 2026 e ha raccolto 34.024 risposte da aziende di 156 paesi, con la partecipazione di 429 organizzazioni portoghesi. Questi valori rappresentano i bilanci pianificati dalle aziende intervistate, non un aggiornamento obbligatorio per tutti i lavoratori.
Le aziende sono sempre più selettive nella distribuzione degli aumenti, privilegiando funzioni critiche, competenze scarse, lavoratori strategici e prestazioni individuali, a scapito di aumenti generalizzati. Le principali pressioni sulle decisioni delle aziende sono la gestione dei costi, citata dal 32%, l'inflazione e il timore di recessione o risultati finanziari più deboli, entrambi al 24%. Circa il 30% delle aziende sta già modificando i rispettivi programmi di compensazione.
I dati dell'Istituto Nazionale di Statistica mostrano che la retribuzione lorda mensile media per lavoratore è aumentata del 5,1% nel secondo trimestre del 2026, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, raggiungendo 1.835 euro. Dopo aver sottratto l'inflazione, la crescita reale è stata dell'1,8%. Anche nei contratti collettivi pubblicati nel luglio del 2026, l'aumento nominale medio delle tabelle salariali è stato del 5,2%, coprendo potenzialmente circa 185.860 lavoratori.
Il valore del 3,2% non rappresenta un aumento obbligatorio nel settore privato, dipendendo da ciascun contratto, dalla politica retributiva dell'azienda e dall'eventuale regolamentazione collettiva applicabile. Nella Pubblica Amministrazione esiste un regime separato, con un aggiornamento previsto di 60,52 euro o, come minimo, il 2,30% per il 2027. La previsione deve essere interpretata come un indicatore delle intenzioni delle aziende partecipanti allo studio, con la tendenza che gli aumenti non vengano più distribuiti in modo ugualitario.




