Le autorità messicane hanno scoperto un'installazione clandestina di mining di criptoattività nel comune di Tlaola, nella Sierra Norte di Puebla, dopo che un consumo di elettricità anormalmente elevato e il ronzio costante delle macchine hanno denunciato l'operazione. La Procura Generale della Repubblica, la Marina e la Segreteria di Pubblica Sicurezza di Puebla hanno partecipato all'operazione congiunta, che ha portato al sequestro di 300 unità di elaborazione grafica, 80 terminali a media tensione e otto antenne per internet via satellite. La Commissione Federale dell'Elettricità aveva presentato denuncia per sospetto di furto di energia presso una diga idroelettrica della regione, e si tratta già della quarta operazione con questa attività rilevata nella zona dall'inizio dell'anno scorso.
L'indagine si concentra sul furto di elettricità, pratica conosciuta localmente come "huachicoleo" di energia, e sulla possibilità che i beni digitali generati siano serviti per dare un'apparenza di legalità a fondi provenienti da attività illecite. Francisco Sánchez González, responsabile della Segreteria di Pubblica Sicurezza di Puebla, ha spiegato che l'elevato consumo energetico e il rumore prodotto dalle attrezzature costringono gli operatori a cercare luoghi isolati, ed è proprio questo che ha destato i sospetti delle autorità presso la diga di Necaxa.
Secondo i dati dell'azienda Chainalysis, le transazioni legate a criptovalute associate ad attività criminali sono più che raddoppiate lo scorso anno, raggiungendo circa 154 miliardi di dollari nel 2025. Caio Motta, specialista dell'azienda per l'America Latina, ha rivelato che i cartelli cercano luoghi con elettricità a basso costo o sotto l'influenza della criminalità organizzata




