Durante un'audizione parlamentare dell'8 settembre 2026, il leader dell'Iniziativa Liberale, Rui Rocha, ha chiesto direttamente al ministro dell'Amministrazione Interna, Luís Neves, se questi "appartiene o è appartenuto alla Massoneria". Il ministro ha risposto in modo ironico, negando categoricamente qualsiasi legame e affermando che le sue associazioni si limitano al Clube Académico do Fundão, al Clube Recreativo do Feijó e all'Atlético Clube de Almada.
L'audizione si è svolta in un'atmosfera particolarmente tesa e ha incluso anche altre domande sul percorso di Luís Neves, in particolare affermazioni relative a presunti ritardi nella presentazione delle dichiarazioni di reddito mentre dirigeva la Polizia Giudiziaria e domande su lavori privati in una sua proprietà.
L'articolo sottolinea che, in Portogallo, l'appartenenza alla Massoneria non costituisce di per sé un'infrazione né un'incompatibilità con l'esercizio di funzioni pubbliche, essendo la libertà di associazione protetta costituzionalmente. L'editoriale sostiene che, sebbene il controllo parlamentare sia legittimo e necessario, il sospetto non equivale a prova, e che ogni materia deve essere trattata con la serietà che merita, senza mescolare fatti distinti come se fossero pezzi di uno stesso meccanismo.
Il testo conclude che la democrazia richiede fatti, documenti, contraddittorio e responsabilità, difendendo che il Parlamento deve distinguere tra un dubbio legittimo e un'accusa camuffata da domanda, cercando la verità attraverso prove concrete e non solo attraverso la produzione di sospetti.




