Il PSD di Faro ha accusato il presidente del Comune, António Miguel Pina, di aver utilizzato la sessione solenne del Giorno del Comune per criticare la precedente amministrazione locale e per stabilire confronti politici che hanno accentuato le divisioni, quando la cerimonia avrebbe dovuto essere un momento di celebrazione e unione del comune. In un comunicato, i socialdemocratici contestano l'affermazione che l'attuale esecutivo abbia trovato un Comune senza progetti pianificati, sostenendo che lo stesso António Miguel Pina aveva difeso durante la campagna elettorale che esistevano progetti, studi e maquette preparati dalla precedente amministrazione.
Secondo il PSD, esiste una contraddizione tra il discorso elettorale dell'attuale presidente, che si è presentato come candidato del "fare" e del "saper fare", e gli annunci realizzati dall'esecutivo, che corrispondono, per il partito, a progetti e priorità precedentemente studiati o sottoposti al dibattito pubblico dalla gestione socialdemocratica. Carlos de Deus Pereira, presidente del PSD Faro, ha affermato che "il problema è aver vinto le elezioni criticando chi li ha preparati e poi cercare di appropriarsene senza eseguirli".
Tra gli esempi citati dal PSD si trovano l'Alameda XXI, la riqualificazione del Cais Novo e della waterfront, la marina, nuove attrezzature sportive, interventi nel parco scolastico e soluzioni nell'area culturale. Il partito sostiene che queste questioni facevano già parte delle priorità della precedente amministrazione e critica la presentazione di progetti con realizzazione prevista per il 2027 come risultati dell'anno in corso.
Il PSD ha inoltre dedicato critiche alla promessa comunale di costruzione di 1.000 abitazioni, considerando che la soluzione presentata si basa essenzialmente su immobili destinati alla vendita, invece di creare un parco pubblico di edilizia abitativa accessibile. Nella prospettiva dei socialdemocratici, questa orientamento potrebbe non rispondere alle esigenze delle famiglie con redditi più bassi, classificandola come un errore di politica pubblica.




