Nella stessa settimana in cui il Portogallo ha discusso una mozione di censura in parlamento, sono stati pubblicati i risultati del PISA, che rivelano un arretramento significativo nell'istruzione portoghese. Gli studenti leggono oggi peggio di quanto facessero nel 2000 e in matematica sono tornati ai livelli del 2003. Dopo un picco nel 2015, quando l'OCSE ha considerato il Portogallo una storia di successo, i risultati sono costantemente in calo, cancellando vent'anni di progressi e traducendosi in più di un anno di istruzione perduto.
L'articolo evidenzia che l'estrema destra non presenta proposte per la scuola pubblica, suggerendo che la stessa economia di schermi, reti e algoritmi che aiuta a spiegare il declino educativo sia anche il terreno dove questa forza politica prospera. Chi beneficia della distrazione non ha incentivi per combatterla.
Un ex direttore esecutivo del programma PISA viene criticato per aver attribuito le cattive prestazioni esclusivamente alla tendenza globale e all'uso dei cellulari, cosa che l'articolo considera non una riflessione genuina, ma un mea culpa di circostanza.
Il testo rivolge critiche anche al PS, sostenendo che il partito non riflette sui propri errori e che il calo educativo è iniziato nel 2015, coincidendo con un decennio in cui il deficit minimo è diventato priorità e gli investimenti pubblici sono stati ridotti al minimo. L'articolo conclude che il paese deve fermarsi e riflettere sul percorso che sta seguendo e su ciò che non può più rimandare.




