L'associazione ambientalista Zero ha avvertito che gli otto milioni di euro previsti per il Programma di Azione per la Resilienza e il Restauro della Natura nelle Aree Urbane (Pro Nat.urbe) potrebbero tradursi in "cosmetica verde", a causa della mancanza di requisiti obbligatori e criteri trasparenti. I primi finanziamenti sono destinati a sette comuni portoghesi — Beja, Celorico da Beira, Évora, Guimarães, Leiria, São João da Madeira e Vila Real — per progetti pilota di restauro degli ecosistemi urbani.
Il programma, che mira a rafforzare gli spazi verdi nelle città, promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici e migliorare la qualità della vita, stabilisce obiettivi come la non perdita di spazio verde urbano entro il 2030 e la crescita di questi spazi a partire dal 2031. La Zero aveva già identificato fragilità strutturali quando il programma era in consultazione pubblica a maggio.
Una delle principali critiche della Zero è che il programma fa riferimento solo all'uso "preferenziale" di alberi autoctoni, quando dovrebbe essere una condizione obbligatoria ed esclusiva l'utilizzo di specie autoctone arboree, arbustive ed erbacee per qualsiasi intervento finanziato. L'associazione avverte inoltre che senza un tetto massimo di costo per metro quadrato, le scarse risorse potrebbero essere canalizzate verso soluzioni costose e a basso ritorno ecologico.
La Zero evidenzia inoltre che la




