La pianificazione territoriale e l'urbanistica in Portogallo stanno attraversando un momento critico, secondo José Sousa Rodolfo, presidente dell'Ordine degli Architetti. La crisi abitativa, la mancanza di chiarezza e coerenza legislativa e la lentezza dei processi amministrativi compromettono la capacità di pianificazione e di risposta alle esigenze della popolazione, si tratta di un problema strutturale che attraversa decenni e che ora ha raggiunto il punto di rottura.
La legislazione volta a semplificare i processi, come il Simplex e il meccanismo del differimento tacito, spesso finisce per produrre l'effetto contrario. La "comunicazione preventiva", strumento che dovrebbe accelerare le procedure, espone coordinatori e architetti a responsabilità penali e civili in caso di errore. L'interpretazione disomogenea delle leggi da parte dei comuni aggrava ulteriormente il quadro, creando un paese frammentato dove la pianificazione dipende più dalla lettura locale che dalla legislazione.
Il settore delle costruzioni, che rappresenta circa il 7,5% del PIL mondiale, affronta anche un deficit strutturale di manodopera qualificata dal 2016/2017, con una domanda superiore alla capacità di risposta, costi di costruzione significativamente aumentati e carenza abitativa aggravata. I ritardi nell'esame dei progetti non sono solo un problema tecnico, ma una questione economica di primaria importanza.
Come soluzioni, l'articolo indica la decentralizzazione, il telelavoro e la delocalizzazione verso l'interno del paese con incentivi fiscali e infrastrutturali, la revisione della legge sul suolo per facilitare la conversione di spazi rurali in urbani, e l'investimento pubblico in edilizia abitativa accessibile. Sousa Rodolfo sostiene che architetti e urbanisti devono essere integrati nella definizione strategica delle politiche pubbliche per la casa e la pianificazione territoriale, fungendo da mediatori tra legislazione, territorio e società.




