La Cina è presente in 57 dei 100 porti più importanti del mondo, in una strategia che mira a controllare rotte marittime strategiche senza la necessità di dominare direttamente gli stretti internazionali. Le aziende cinesi hanno adottato un approccio indiretto, acquistando partecipazioni, finanziando progetti, costruendo infrastrutture e assumendo la gestione di terminal portuali lungo rotte marittime cruciali per il commercio globale.
Il paese non si limita a controllare punti di passaggio, ma domina anche la produzione delle attrezzature essenziali per il trasporto marittimo. La Cina fabbrica circa il 95% dei container usati nel mondo, il che le conferisce un potere significativo su tutta la catena logistica globale delle merci.
Questa strategia permette alla Cina di esercitare influenza sul flusso di petrolio, gas e milioni di container che passano attraverso i principali corridoi marittimi, senza la necessità di confronti diretti per il controllo di stretti come quello di Ormuz, frequentemente teatro di tensioni geopolitiche.



