L'Istituto della Mobilità e dei Trasporti (IMT) avvisa che la data stampata sulla patente di guida potrebbe non corrispondere alla scadenza effettiva di validità, in particolare nei documenti vecchi. I termini di validazione dipendono dalla data in cui il conducente ha ottenuto l'abilitazione, dalla categoria della patente e dall'età del titolare, e il rinnovo deve essere richiesto nei sei mesi precedenti al termine legale applicabile.
I conducenti che hanno conseguito la patente prima del 1° gennaio 2008 meritano particolare attenzione, poiché i loro documenti potrebbero presentare date precedenti alle modifiche legislative che hanno introdotto validazioni obbligatorie a età specifiche. Per le categorie del Gruppo 1 (AM, A1, A2, A, B1, B, BE, ciclomotori e trattori agricoli) ottenute fino a quella data, la validazione è obbligatoria a 50, 60, 65 e 70 anni, diventando biennale a partire dai 70.
Le regole variano a seconda della data di ottenimento dell'abilitazione. Per le patenti del Gruppo 1 ottenute tra gennaio 2013 e luglio 2016, la prima validazione è alla data indicata nel documento, seguita da rinnovi ogni 15 anni fino a 60 anni. Per le patenti ottenute a partire da luglio 2016, la regola generale è ogni 15 anni fino a 60 anni, con validazioni obbligatorie a 60, 65 e 70 anni, e biennali successivamente. Se la patente è stata ottenuta dopo i 58 anni, la prima validazione è richiesta solo a 65 anni.
Guidare con la patente scaduta costituisce un'infrazione stradale, punibile con multa tra 120 e 600 euro. Se il documento è scaduto da più di due anni, la validazione dipende da una prova pratica; se sono passati più di cinque anni, è necessario un corso di formazione e una prova pratica; se è scaduto da più di dieci anni, non è più possibile validarlo, essendo necessario ottenere una nuova abilitazione completa. L'IMT mette a disposizione la piattaforma "A Minha Carta de Condução" per consultare la scadenza corretta di rinnovo.




