A partire dal 1° ottobre 2026, entrerà in vigore in Portogallo un nuovo diritto per i passeggeri ferroviari. Quando un treno è in ritardo o cancellato, l'operatore ha un termine massimo di 100 minuti, conteggiati dall'orario previsto di partenza, per presentare alternative al passeggero. Se tale termine scade senza che venga offerta una soluzione adeguata, il passeggero può, di propria iniziativa, contrarre un altro operatore di trasporto pubblico, sia ferroviario che su gomma, per proseguire il viaggio.
Il nuovo diritto è contenuto nel Decreto Legge n. 173/2026, pubblicato il 1° settembre, che adatta la legislazione portoghese alle regole europee relative ai diritti dei passeggeri ferroviari. Il provvedimento copre diverse materie, inclusi ritardi, cancellazioni, rimborsi, indennizzi e reindirizzamento dei passeggeri. Il conteggio dei 100 minuti inizia dall'orario previsto di partenza del servizio interessato o a partire dalla perdita di una coincidenza.
Per recuperare il denaro speso per il trasporto alternativo, il passeggero deve conservare documenti giustificativi come biglietti e ricevute. La legislazione stabilisce che vengono rimborsati solo costi adeguatamente documentati, giustificati e considerati necessari, appropriati e ragionevoli. Inoltre, chi riceve un rimborso o prosegue il viaggio per altra via perde il diritto di utilizzare successivamente il titolo di trasporto originale.
La nuova legislazione mantiene inoltre regole di indennizzo per ritardi: 25% del prezzo del biglietto per ritardi tra 60 e 119 minuti, e fino al 50% per ritardi uguali o superiori a 120 minuti, purché non deriv




