Il PS ha interrogato la ministra della Salute sulla decisione dell'Unità Locale di Salute (ULS) dell'Algarve di impedire ai lavoratori di mantenere il rapporto lavorativo mentre frequentano Medicina all'Università dell'Algarve. In causa sono le dichiarazioni pubbliche del presidente del consiglio di amministrazione dell'ULS Algarve, Tiago Botelho, che ha considerato la frequenza del corso da parte dei lavoratori dell'istituzione incompatibile per presunta "sovrapposizione di mansioni".
I socialisti ritengono che questa interpretazione sollevi dubbi circa la sua configurazione giuridica, in particolare riguardo alla possibilità che la frequenza di un corso superiore sia qualificata come situazione di sovrapposizione di mansioni. Viene inoltre messa in discussione la compatibilità della decisione con il regime giuridico del lavoratore-studente e con i diritti previsti per consentire la conciliazione tra l'attività professionale e la frequenza dell'insegnamento superiore.
La situazione è considerata particolarmente preoccupante nell'Algarve, regione che affronta difficoltà nell'attirare, formare e trattenere i medici nel SNS. Secondo il deputato Vítor Guerreiro, i lavoratori "invece di essere incentivati a qualificarsi e a rimanere in Algarve, sono costretti a scegliere tra il loro impiego e il loro percorso accademico".
Il PS desidera sapere se il governo era a conoscenza della decisione, quale norma giuridica la fonda e se sia giuridicamente ammissibile che un consiglio di amministrazione stabilisca, attraverso una posizione interna, un divieto generale che non risulti espressamente dalla legge. I socialisti hanno inoltre richiesto che venga trasmessa la deliberazione, l'orientamento o altro atto che sostenga la decisione dell'ULS Algarve.




