Missili lanciati dagli Houthi hanno colpito diverse installazioni in Arabia Saudita, incluso l'aeroporto di Abha, la base aerea Re Khalid e gli impianti della compagnia petrolifera statale Aramco. L'attacco ha provocato feriti in 73 persone e ha portato alla chiusura temporanea di campi petroliferi nella regione.
Le autorità saudite hanno classificato l'attacco come il più grande degli ultimi anni, evidenziando un'intensificazione significativa dei conflitti nella regione. Gli Houthi, appoggiati dall'Iran, hanno condotto attacchi regolari contro il territorio saudita, sebbene questo sia stato particolarmente ampio nella scala.
In risposta all'attacco, l'Arabia Saudita ha portato a termine operazioni militari contro le posizioni controllate dagli Houthi nelle città di Taiz e Marib, nello Yemen. Queste controffensive fanno parte di un modello di ritorsione che ha caratterizzato il conflitto tra le due parti.
La situazione è stata descritta dalle fonti come una "spirale di escalation", riflettendo il ciclo continuo di attacchi e controattacchi che ha segnato il conflitto nella regione del Medio Oriente, con conseguenze significative per la sicurezza regionale e per l'industria petrolifera mondiale.




