Il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, ha affermato il 4 settembre a Budapest che spera nella ristorazione della piena comunione tra la Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica, difendendo che il cammino verso l'unità deve recuperare l'esperienza comune del primo millennio del cristianesimo. Le dichiarazioni sono state pronunciate durante il 27º Congresso Internazionale della Società per il Diritto delle Chiese Orientali, dedicato al tema «Il Vescovo di Roma: orizzonti futuri dalle antiche tradizioni per cattolici e ortodossi».
Bartolomeo ha ricordato una riflessione nota di Joseph Ratzinger, futuro Benedetto XVI, secondo la quale Roma non potrebbe esigere dall'Oriente, in materia di primato, più di quanto è stato formulato e vissuto durante il primo millennio della Chiesa. Il Patriarca ha sottolineato anche la definizione del Papa come colui che «presiede nell'amore», utilizzata dal Patriarca Atenagora nel 1967, considerando che la tradizione ortodossa intende il primato romano come un servizio esercitato all'interno della comunione delle Chiese sorelle.
Il leader del Patriarcato Ecumenico ha valorizzato il recupero, nel 2024, del titolo papale di «Patriarca dell'Occidente», classificandolo come un piccolo ma significativo passo nel cammino dell'unità cristiana. Ha parimenti manifestato la speranza che l'antica comunione tra Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme possa un giorno essere ristabilita, permettendo che la storica Pentarchia torni a essere completa.
Le dichiarazioni sono avvenute durante l'inaugurazione del nuovo Centro Ortodosso di Dialogo Cristiano «Fanarion», a Budapest, concepito come spazio permanente di incontro tra ortodossi, altri cristiani e diverse tradizioni religiose.




