A tre anni dall'approvazione da parte dell'Unione Europea della direttiva sulla trasparenza retributiva, la maggior parte delle offerte di lavoro in Europa continua a non rivelare quanto paga. Tra le principali economie europee, il Regno Unito guida con il 56% degli annunci che presentano informazioni retributive, mentre la Germania non raggiunge il 12%. Il Portogallo non fa parte del campione analizzato dall'Indeed Hiring Lab. I Paesi Bassi si classificano al secondo posto con il 48%, seguiti dalla Francia con il 43%, l'Irlanda con il 39%, l'Italia con il 36%, la Spagna con il 17% e la Germania con il 12%.
La direttiva europea non richiede che lo stipendio appaia nell'annuncio, ma che i candidati ricevano tale informazione prima del colloquio. Alcuni paesi, come l'Italia e l'Irlanda, hanno deciso di andare oltre e obbligare alla pubblicazione dello stipendio nell'offerta. L'Italia è una delle eccezioni positive, passata da circa il 20% all'inizio del 2025 al 36% nel marzo 2026, in parte grazie all'evoluzione legislativa e all'introduzione di meccanismi sulla piattaforma Indeed che incentivano le aziende a includere tale informazione.
La differenza non è solo una questione di trasparenza. Un'indagine condotta da Indeed e Censuswide su 6.011 lavoratori e candidati in sei paesi europei rivela che tra il 61% e l'82% degli intervistati sarebbe più propenso a candidarsi per una posizione che presentasse un intervallo retributivo, e tra il 64% e l'83% ritiene che le offerte dovrebbero includere tale informazione. I lavori retribuiti all'ora tendono a presentare informazioni più precise rispetto a quelli retribuiti mensilmente o annualmente, e anche quando esistono informazioni, la maggior parte opta per intervalli retributivi la cui ampiezza varia significativamente tra i paesi.
Lo studio conclude che il cambiamento comportamentale delle aziende tende a verificarsi soprattutto quando entrano in vigore obblighi legali concreti, e che la semplice esistenza della direttiva europea non sembra essere stata sufficiente per modificare significativamente le pratiche di reclutamento. A tre anni dalla sua approvazione, e con l'avvicinarsi della scadenza europea per il recepimento, la maggior parte degli annunci continua a lasciare fuori una delle informazioni più importanti per chi cerca lavoro.




