L'autrice Alexandra Manes scrive un'opinione sulla campagna "Settembre Giallo", un movimento dedicato alla sensibilizzazione sulla salute mentale e alla prevenzione del suicidio. Durante questo mese, le persone indossano il giallo, condividono messaggi sui social network e difendono la necessità di eliminare lo stigma associato alla salute mentale.
Tuttavia, l'autrice avverte che dopo settembre termina questa mobilitazione e le persone tornano alla normalità, ossia la salute mentale smette di essere un argomento di conversazione e di preoccupazione. Lo stigma che dovrebbe essere combattuto rimane intatto durante i restanti mesi dell'anno.
La critica centrale del testo è che la sensibilizzazione sulla salute mentale non può limitarsi a un solo mese. L'autrice difende che questa questione deve essere trattata durante tutto l'anno e non solo come una campagna stagionale che sorge e scompare con il cambio di stagione.
L'articolo conclude che, sebbene il "Settembre Giallo" sia un avvertimento importante, il vero cambiamento nel modo in cui la società guarda alla salute mentale potrà avvenire solo quando questa smetterà di essere un tema esclusivo di un determinato periodo dell'anno.
