Quando un proprietario intende vendere una casa in affitto, l'inquilino può avere diritto di prelazione, ovvero la possibilità di acquistare l'immobile prima di qualsiasi altro acquirente, a condizione che accetti esattamente le stesse condizioni della proposta esistente. Questo meccanismo è previsto dall'articolo 1091 del Codice Civile e permette che le persone con un rapporto duraturo con l'immobile abbiano priorità nell'acquisizione.
Secondo la legge vigente, un inquilino con contratto di locazione da più di due anni può beneficiare di questo diritto. Il proprietario deve comunicare all'inquilino le condizioni della vendita, e questi dispone di 30 giorni per decidere se intende o meno esercitare la prelazione. In caso affermativo, l'acquisto dovrà essere effettuato esattamente nei termini concordati con il potenziale acquirente.
Il regime è stato modificato dalla Legge n. 64/2018, del 29 ottobre, che ha ridotto il periodo minimo di contratto da tre a due anni, ampliando così l'accesso a questo meccanismo. Esistono due tipi di diritto di prelazione: quello legale, che deriva direttamente dalla legge e si applica automaticamente, e quello convenzionale, che nasce da un accordo tra le parti definito nel contratto.
È importante sottolineare che avere diritto di prelazione non garantisce la concretizzazione dell'acquisto, ma assicura solo priorità rispetto ad altri interessati. L'inquilino deve accettare tutte le condizioni negoziate, incluso il prezzo richiesto. Oltre agli inquilini, questo diritto può riguardare anche comproprietari o determinati enti pubblici.




