Un camionista spagnolo affetto da malattia renale cronica in stadio 5, ipertensione arteriosa maligna e obesità di grado 3 ha visto rifiutare il riconoscimento dell'incapacità permanente assoluta, in un caso deciso dal Tribunale Supremo spagnolo. Il lavoratore necessita di emodialisi tre volte a settimana, per quattro ore e 15 minuti a seduta, e gli era già stata riconosciuta un'incapacità permanente totale per la sua professione abituale di camionista da parte dell'Istituto Nazionale della Sicurezza Sociale spagnolo, nel luglio 2022.
Il lavoratore aveva ottenuto una decisione favorevole in primo grado, nel luglio 2023, ma il Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid ha revocato tale decisione nel febbraio 2024. Il tribunale ha ritenuto che il camionista potesse ancora svolgere attività sedentarie che permettessero di alternare le posizioni, e che le 12 ore e 45 minuti settimanali di emodialisi non dimostrassero, di per sé, una totale mancanza di capacità lavorativa, dal momento che il trattamento poteva essere effettuato al di fuori di una giornata lavorativa di otto ore.
Il camionista ha ricorso al Tribunale Supremo invocando una decisione del 1999 con cui un altro lavoratore in emodialisi aveva ottenuto l'incapacità permanente assoluta. Il Pubblico Ministero spagnolo ha sostenuto che il ricorso dovesse essere accolto. Tuttavia, il Supremo ha respinto il ricorso per l'uniformazione della giurisprudenza, concludendo che le due decisioni confrontate non presentavano la contraddizione richiesta dalla legge, poiché applicavano lo stesso criterio giuridico a situazioni cliniche e professionali con circostanze diverse. Il tribunale non ha rivalutato le prove mediche né ha deciso direttamente se il camionista avesse capacità per svol




