Laura Poitras ha presentato a Venezia il documentario "They're Here" nella selezione competitiva del festival. La regista ha rivelato di aver deciso di creare il film dopo aver visto un video di 10 secondi su internet che mostrava un paesaggio invernale idilliaco giustapposto a grida e voci che avvertivano di restare dentro casa e di chiudere le porte a chiave. La regista ha descritto di aver avuto la sensazione che "i mostri fossero invisibili, ma le voci descrivessero un orrore molto reale".
Il documentario di 25 minuti utilizza la retorica del cinema dell'orrore e distopico per esplorare la brutale offensiva contro l'immigrazione che si è svolta a Minneapolis, Minnesota, tra dicembre 2025 e marzo 2026. In quel periodo, agenti del Servizio di Immigrazione e Controllo Doganale degli Stati Uniti (ICE) hanno detenuto decine di migliaia di immigrati senza documenti.
Il film affronta anche le morti di Renée Good e Alex Pretti ad opera delle autorità, che hanno generato proteste in tutto il territorio statunitense. L'opera è stata presentata fuori competizione alla selezione di Venezia.
Il pezzo menziona che la situazione negli Stati Uniti ha portato alla normalizzazione di paramilitari mascherati che rapiscono bambini e giustiziano civili alla luce del giorno, in un riferimento alle politiche anti-migratorie associate all'amministrazione Trump.




