La Russia ha ordinato lunedì 7 settembre la chiusura del consolato tedesco a San Pietroburgo, che dovrà cessare le attività entro il 18 settembre. La misura giunge come risposta alla decisione analoga presa dalla Germania di chiudere l'ultimo consolato russo in Germania, a Bonn, e il centro culturale russo di Berlino, noto come "Casa Russa".
La Germania ha preso questa decisione dopo aver accusato ufficialmente Mosca di aver tentato un attentato con un drone carico di esplosivi all'aeroporto di Lipsia all'inizio di agosto. L'aeroporto è considerato una piattaforma militare strategica per l'esercito tedesco, la NATO e l'Ucraina, paese che la Russia ha invaso nel febbraio 2022.
Mosca aveva già annunciato in precedenza la chiusura dei centri culturali tedeschi sul territorio russo, incluso l'Istituto Goethe, che dovrà lasciare il paese entro il 13 settembre. La diplomazia russa ha denunciato i "atti e le dichiarazioni antirusse delle autorità tedesche" e ha considerato che è stato Berlino a "provocare un nuovo ciclo di escalation nelle relazioni bilaterali".
La Germania si è distinta negli sforzi europei di sostegno all'Ucraina, sia nel finanziamento dell'economia che nella fornitura di armamenti, ciò che Mosca considera essere una guerra dell'"Occidente collettivo" contro la Russia. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha accusato la Germania di volere "ancora una volta" la guerra contro la Russia.




