L'articolo di José Figueiredo Santos affronta il modo in cui molte città moderne sono state costruite senza considerare il comfort termico dei loro abitanti. L'autore propone un test semplice per valutare l'intelligenza di una città: uscire in strada alle tre del pomeriggio in una giornata estiva e verificare quante persone sono sedute. Se non c'è nessuno, la città è stata probabilmente progettata per essere ammirata e fotografata, ma non per essere vissuta. Una città intelligente è quella in cui qualsiasi persona può semplicemente fermarsi, riposarsi all'ombra e conversare con sconosciuti.
L'autore descrive la sua esperienza a Granada durante un'ondata di calore di 42 gradi, dove ha osservato che bastavano dieci metri di ombra di alberi per trasformare completamente l'esperienza urbana. Sotto gli alberi, le persone si sedevano, conversavano e aspettavano, mentre la città continuava a funzionare. In contrasto, critica la tendenza portoghese di rimuovere gli alberi per aprire le viste, lastricare le piazze fino a renderle impeccabili ma inospitali, e sostituire terra e chiome con cemento e parcheggi. In Algarve, questa contraddizione è particolarmente evidente, dato che l'architettura tradizionale ha sempre saputo combattere il caldo attraverso strade strette, cortili e ombra.
L'articolo sottolinea che gli alberi nelle città non sono solo oggetti decorativi, ma promesse di vita futura. Un albero abbattuto porta con sé una piccola comunità di




