L'articolo presenta un'analisi critica sull'evoluzione del movimento wokeness, suggerendo che una seconda fase, soprannominata "woke 2", sarà più problematica della prima. L'autore ritiene che il "woke 1" fosse già inquietante, ma che la nuova fase rappresenti una minaccia ancora maggiore.
Tra i nomi menzionati c'è AOC (Alexandria Ocasio-Cortez), congressista statunitense, che viene descritta come ipocrita nell'articolo. Il riferimento a lei serve come esempio di figure pubbliche che, secondo l'autore, incarnano questa presunta contraddizione.
Il testo sostiene che figure come AOC stanno facendo appello a un'"astuzia ancora maggiore" per implementare questa nuova fase del movimento. Questa astuzia verrebbe usata per rendere il "woke 2" più ambiguo, rendendo più difficile la sua identificazione e critica.
Nonostante questa ambiguità, l'autore sostiene che il "woke 2" sarà più onnipresente, ovvero più diffuso e presente in diversi aspetti della società, rendendolo potenzialmente più difficile da combattere rispetto alla sua versione precedente.




