L'Ordine dei Medici ritiene che il nuovo Quadro Globale di Riferimento del SNS per il 2026-2028, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 aprile, rimanga "molto al di sotto dell'ambizione necessaria" per il Servizio Sanitario Nazionale. La struttura guidata da Carlos Cortes sostiene che il documento non garantisce che i pazienti siano trattati tempestivamente, con qualità e sicurezza, considerando che è in gioco una "strategia sbagliata". L'organizzazione afferma di non comprendere la traiettoria seguita e sostiene che, in un momento in cui il SNS ha bisogno di recuperare capacità e aumentare l'accesso, la risposta non può essere abbassare gli obiettivi, limitare le assunzioni e accettare un'attività praticamente stagnante.
Come esempio, l'Ordine indica la copertura del medico di famiglia, il cui obiettivo è sceso dal 98% previsto per il 2026 a solo l'85,37% nel nuovo quadro, mantenendo questa percentuale fino al 2028. Anche l'obiettivo per le prime visite ospedaliere entro i Tempi Massimi di Risposta Garantiti è stato fissato a solo il 40,24% nel 2026, senza evoluzione significativa negli anni successivi. Per l'attività chirurgica, gli ospedali del SNS hanno eseguito 19 mila interventi programmati in meno tra gennaio e maggio 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, un calo del 5,4%, nonostante il nuovo quadro preveda 799.499 interventi nel 2026, praticamente lo stesso numero del 2025.
L'Ordine contesta inoltre il limite dell'1,4% per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, sostenendo che un'Unità Locale di Salute non debba essere impedita di assumere quando esistono professionisti disponibili. La pubblicazione del decreto è avvenuta dopo che l'Ordine degli Infermieri aveva segnalato l'esistenza di circa tremila nuovi infermieri disponibili per il mercato del lavoro, mentre diverse unità del SNS continuavano a comunicare carenze. Il documento, firmato dai ministri delle Finanze e della Salute, produce effetti dall'1 gennaio 2026 e prevede un aumento della spesa totale del SNS dai 18.498 milioni di euro stimati per il 2026 a 19.714 milioni nel 2028, nonché una riduzione graduale del debito del servizio sanitario pubblico.




