Rúben Cunha, nativo di Mealhada, è stato ordinato presbitero della Diocesi di Coimbra, rappresentando la prima vocazione sacerdotale nata in quella comunità in molti anni. Il suo percorso fino al sacerdozio è stato considerato poco lineare: ha vissuto lontano dalla Chiesa per vari anni, si è laureato in Geologia e ha costruito una carriera professionale prima di decidere di entrare in seminario.
Nell'intervista concessa a Campeão das Províncias, il padre Rúben Cunha ha spiegato che il suo allontanamento dalla Chiesa non significava mancanza di fede in Dio, ma una vita concentrata su altre priorità. Ha raccontato che è stato attraverso un ritorno alla Chiesa che ha avuto un vero incontro con Cristo, esperienza che considera fondamentale per chi si trova distante dalla fede.
Il nuovo presbitero ha difeso una Chiesa capace di accogliere, ascoltare e utilizzare un linguaggio comprensibile, senza perdere la propria identità. Ha sottolineato che bisogna non concentrarsi solo sulle fragilità per impedire il cammino, ma accogliere queste stesse fragilità affinché tutti possano camminare insieme. Ha affermato inoltre che la Chiesa non può vivere a porte chiuse e che i cristiani devono dare testimonianza nei vari spazi del quotidiano, dal lavoro alla famiglia.
Rúben Cunha ha affrontato anche la relazione tra fede e scienza, considerando che sono linguaggi diversi che possono andare mano nella mano. Relativamente alla crisi che attraversa la Chiesa, ha difeso che questa non deve essere vista solo come una crisi di fede, ma anche come una crisi di linguaggio e di credibilità, sostenendo che l'istituzione ha bisogno di usare un linguaggio attuale che sia in armonia con la società e di aiutare le persone a fare il proprio cammino spirituale.




