Un lavoratore di 62 anni, con più di dieci anni di servizio presso un supermercato di Siena, in Italia, è stato licenziato dopo aver fallito un test di "cliente misterioso" effettuato il 27 ottobre. Durante la valutazione, dei clienti appositamente ingaggiati hanno nascosto dei prodotti in modo dissimulato in un carrello della spesa, tra delle scatole di birra. Il dipendente non è riuscito a rilevare gli articoli durante il passaggio alla cassa e successivamente è stato confrontato con il risultato, il che ha comportato conseguenze disciplinari e la cessazione immediata del suo rapporto lavorativo.
Il caso è diventato particolarmente rilevante perché il lavoratore svolge anche funzioni di delegato sindacale. Dall'episodio, si trova allontanato dal lavoro, il che ha provocato un impatto significativo sulla situazione economica della sua famiglia. Il dipendente riferisce di essere già stato sottoposto a una valutazione simile in passato, senza alcun problema, e ritiene che gli articoli siano stati intenzionalmente posizionati in un punto particolarmente difficile da osservare.
Il caso è seguito dal sindacato Filcams CGIL, che mette in discussione la trasparenza e i criteri utilizzati dall'azienda per condurre questo tipo di valutazioni. Il sindacato sostiene che non esistono regole chiare sulle conseguenze di un eventuale fallimento e sospetta che questi test possano essere utilizzati in modo più frequente nei confronti di lavoratori con maggiore anzianità, i cui contratti rappresentano costi superiori. L'organizzazione intende incontrarsi con l'amministrazione per chiarire le circostanze del lic




