In Portogallo non esiste un'età massima per guidare automobili leggere di categoria B. La legge non stabilisce un limite generale a partire dal quale sia obbligatorio smettere di guidare, ma definisce un sistema di rinnovo periodico basato sul mantenimento dell'idoneità fisica, mentale e psicologica del conducente, e non sull'età isolatamente. Il regolamento si applica alle patenti del Gruppo 1, dove rientra la categoria B.
La patente di guida deve essere rinnovata a 70 anni e, successivamente, ogni due anni, senza che sia definito un limite specifico a 80 o 90 anni. A partire dai 60 anni, diventa obbligatorio il certificato medico elettronico, trasmesso all'Istituto della Mobilità e dei Trasporti. A partire dai 70 anni, quando la valutazione non viene effettuata dal medico curante, è necessario presentare una relazione dettagliata dell'anamnesi clinica. Il medico può inoltre fissare periodi di validità inferiori a due anni o richiedere esami complementari e valutazioni psicologiche quando lo ritenga necessario. Non è richiesto di ripetere l'esame pratico di guida.
Esistono tuttavia categorie in cui la legge definisce limiti di età. Le patenti delle categorie D1, D1E, D e DE, destinate alla guida di veicoli per il trasporto di passeggeri, perdono validità quando il conducente compie 67 anni e non possono essere rinnovate. Anche per la categoria CE esiste una restrizione a partire dai 67 anni, che impedisce la guida di veicoli la cui massa massima autorizzata superi le 20 tonnellate.
In conclusione, una persona di 80 o 90 anni può continuare legalmente a guidare un veicolo leggero privato in Portogallo, a condizione che rinnovi la patente entro i termini, rispetti le restrizioni applicabili e sia considerata clinicamente idonea. Il controllo a partire dai 70 anni avviene attraverso rinnovi più frequenti e valutazioni mediche, senza che l'età, di per sé, tolga l'abilitazione.




