Il cardiologo spagnolo Aurelio Rojas raccomanda che il consumo di caffè sia concentrato durante il mattino e, preferibilmente, terminato prima delle 15 ore. In un insieme di raccomandazioni divulgate da El Confidencial, il medico sostiene che il tipo di caffè, la quantità consumata e l'orario devono essere considerati insieme per ridurre al minimo gli impatti sulla salute e sul riposo.
La caffeina agisce come stimolante del sistema nervoso centrale, bloccando i recettori dell'adenosina, sostanza coinvolta nella pressione naturale per dormire. Quando consumata durante il pomeriggio, la caffeina può rimanere attiva nell'organismo all'ora di andare a letto, influenzando la qualità del sonno anche quando la persona riesce ad addormentarsi. L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare riferisce che una dose di soli 100 milligrammi può alterare la durata e i pattern del sonno di alcuni adulti quando assunta vicino all'ora di dormire, e gli effetti possono durare tra quattro e sei ore.
Rojas consiglia di non superare quattro o cinque tazze al giorno, considerando che la quantità totale di caffeina non dipende solo dal numero di caffè, ma anche dal tipo di bevanda. L'EFSA considera che un'assunzione giornaliera fino a 400 milligrammi di caffeina non solleva preoccupazioni di sicurezza per adulti sani, sebbene questa indicazione vari in base alla sensibilità individuale, all'età, ai farmaci e al metabolismo di ciascuna persona.
Il cardiologo raccomanda inoltre la scelta di caffè a tostatura naturale invece delle varietà torrefatte, e suggerisce che le persone con maggiore sensibilità allo stimolo della caffeina possano optare per il caffè decaffeinato, che mantiene parte del sapore e dei composti del caffè ma con una quantità considerevolmente inferiore di caffeina.




