La cancellazione di un piano sanitario non diventa valida automaticamente alla data indicata nella lettera inviata dall'operatore. La validità della risoluzione dipende dal tipo di stipula, dalle condizioni previste nel contratto e dall'esistenza di una giustificazione adeguata per la chiusura. L'analisi deve considerare le regole dell'Agenzia Nazionale di Sanità Supplementare, la legislazione del settore e la giurisprudenza del Tribunale Superiore di Giustizia.
L'avvocato Elton Fernandes, specialista in Diritto della Sanità Supplementare e professore invitato dell'Università di San Paolo, sottolinea che la comunicazione di cancellazione deve essere valutata all'interno di questo contesto normativo. Egli è autore del Manuale di Diritto della Sanità Supplementare.
Nel marzo 2026, la Seconda Sezione del STJ ha giudicato il Tema 1.047 dei ricorsi ripetitivi, stabilendo un parametro specifico per queste questioni. Il tribunale ha fissato una tesi sulla risoluzione unilaterale, da parte dell'operatore, dei contratti di piani sanitari collettivi aziendali.
Il relatore del caso è stato il ministro Raul Araújo, che ha definito i criteri che gli operatori devono seguire affinché la cancellazione dei piani sanitari collettivi aziendali sia considerata valida.




