Il governo ha pubblicato venerdì in Gazzetta Ufficiale le modifiche al Codice dei Contratti Pubblici attraverso il Decreto Legge n. 177/2026, del 4 settembre. Queste nuove regole entrano in vigore il 1° ottobre e hanno come principale obiettivo accelerare l'aggiudicazione pubblica e ridurre la burocrazia che è stata indicata come uno dei principali ostacoli all'esecuzione degli investimenti pubblici.
Tra le principali modifiche c'è l'aumento delle soglie per il ricorso all'affidamento diretto e alla consultazione preventiva, procedure che permettono di contrarre senza gara pubblica o con consultazioni semplificate. Il governo giustifica che questa misura mira ad adeguare la complessità delle procedure al valore e alla natura dei contratti, seguendo le tendenze europee e riducendo i costi amministrativi.
Il provvedimento introduce anche una maggiore flessibilità nella gara pubblica, permettendo alle stazioni appaltanti di disporre di maggiore discrezionalità procedurale nelle gare al di sotto delle soglie europee quando è in gioco la semplificazione o la celerità della procedura. In pratica, gli enti pubblici avranno più spazio per scegliere e adattare lo svolgimento delle procedure di aggiudicazione.
Il Decreto Legge giustifica la riforma con la lentezza delle procedure, l'eccessivo carico burocratico e l'inadeguatezza di alcune norme del Codice dei




