L'autore, uno scrittore di articoli di opinione su istruzione, cultura e politiche pubbliche, ricorda un articolo in cui denunciava il costo eccessivo degli abbonamenti dei trasporti pubblici, che arrivavano a costare circa 300 euro. Ha sostenuto che quel prezzo era sproporzionato e allontanava proprio chi ne aveva più bisogno, limitando l'accesso al lavoro, all'istruzione e alla partecipazione sociale.
Poco tempo dopo la pubblicazione di quell'articolo, è sorta una delle più grandi trasformazioni nella politica tariffaria dei trasporti pubblici in Portogallo, con la creazione di abbonamenti a basso costo che hanno ridotto il prezzo a circa 20 euro in molte aree metropolitane. L'autore riconosce che sarebbe intellettualmente disonesto affermare che la sua opinione sia stata la causa diretta di quella decisione.
L'autore sostiene che i decisori politici non vivono isolati dall'opinione pubblicata, dai giornali, dai social network e dalle innumerevoli voci che segnalano problemi concreti. Difende che le grandi decisioni nascono dalla convergenza di studi, rivendicazioni, movimenti civici, associazioni e anche di articoli di opinione che aiutano a portare argomenti all'ordine del giorno pubblico.
Questa esperienza ha rafforzato la convinzione dell'autore che scrivere è un atto di cittadinanza. Un articolo può rendere visibile un'ingiustizia, portare le persone a riflettere, aggiungere argomenti ai dibattiti e, talvolta, precedere decisioni politiche. Per l'autore, la più grande ricompensa di chi scrive è rendersi conto che una riflessione pubblicata al momento giusto può far parte di un movimento più ampio che contribuisce a migliorare la vita delle persone.




